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Il logo della Brigata Sioux.
Spesso diciamo che la Brigata Sioux è nata da un sogno, ma non lo diciamo in senso metaforico. Quando abbiamo incominciato a pensare alla fondazione di una nostra associazione, ancora prima di scegliere un nome da adottare, abbiamo cominciato a fare una serie di schizzi sul logo. La priorità assoluta per noi era farci fare delle patch personalizzate da mettere sulle mimetiche, che la nostra associazione esistesse o no era una questione secondaria. Fu subito chiaro che il logo dovesse mostrare l'appartenenza alla città di Ladispoli, che sarebbe divenuta il punto di riferimento per il futuro club. Abbiamo scelto prima di tutto la forma dello scudo tra migliaia di modelli, quindi abbiamo applicato il blu e il rosso scuro, i colori della città, provando a suddividerli in tanti modi differenti. Le abbiamo provate veramente tutte e in fine siamo approdati alla suddivisione verticale in due campi, sinistro rosso e destro blu. Ogni colore penetrava nel campo dell'altro con un lungo e sottile baffo. A rappresentare Ladispoli inoltre prendemmo la sagoma della Torre Flavia, inconfondibile emblema della nostra città. Per dare un senso al logo, inizialmente pensammo ad un animale mitologico marino, tipo idra, a rappresentare il legame con il mare del nostro litorale. Abbiamo poi optato per un gabbiano ad ali spiegate che si afferrava al contorno della Torre. Per poco non ci siamo dati un nome tipo Battaglione Gabbiani Ladispoli, o simile. Una notte, nel periodo in cui stavamo lavorando al logo, J&D si è sognato un indiano a cavallo che di schiena si allontanava e, giunto ad una certa distanza, si girava a guardarlo con occhio severo, il tipico sguardo dei grandi capi indiani. Quando me lo raccontò ne rimasi un po’colpito e per scherzo ci mettemmo a cercare su internet qualche immagine di indiani tra le quali ce ne era una che ci colpì particolarmente. Si trattava di una sorta di esploratore o guida indiana, con un piede su un grosso sasso, si appoggiava alla sua gamba sinistra scrutando qualche punto all'orizzonte. Ci sembrò di vedere in quel personaggio rappresentata l'essenza pura del soft air, di scorgere l'amore e la vita nella natura, il piacere e l'avventura dell'esplorazione, la tattica di uno scout che segue le mosse del nemico in silenzio, di un cacciatore che studia la sua preda, sicuro nei propri movimenti e cosciente delle proprie capacità. Indossava una camicia coloniale, segno di una qualche contaminazione "occidentale", di una forza naturale in qualche modo imbrigliata in regole più vicine a quelle che consideriamo civili. Ma dal collo pendevano i classici monili dei nativi d'America, grossi anelli incorniciavano le la sue orecchie e un' irta cresta di capelli rossi percorreva il profilo della sua testa rasata. Dalle spalle spuntava invece una coperta arrotolata, segno di lunghe notti passate all'aria aperta, di una vita passata nei boschi, di conoscenza dell'arte del sopravvivere laddove gli altri uomini non si spingono mai. Tra le mani teneva con disinvoltura un lungo fucile, di quelli a pietra focaia, che richiedevano una grande cura e manutenzioni continue, e quindi una certa capacità puramente tecnica. Ma nella cintura, accanto ad una borsa con frange, teneva pronto il terribile tomahawk, l'ascia da guerra indiana, l'arma del corpo a corpo, simbolo di coraggio istintivo e indomabile. Quell'indiano era una sintesi tra vecchio e nuovo, tra natura e tecnica, tra istinto primordiale e regole militari. Quell'indiano era lo spirito del soft air. Mi sono messo subito all'opera e ne ho elaborato la figura, aggiungendo al posto della roccia su cui posava il piede la sagoma della Torre Flavia. Ho ottenuto poi un'immagine a macchie e ho aggiunto varie tonalità di giallo oro che ben si intonavano allo scudo rosso blu. Per provare poi la scritta ho inserito il primo nome che mi era venuto in mente, che potesse racchiudere qualcosa di indiano e di militare. Ho scritto: Brigata Sioux. Il logo e il nome dell'Associazione erano nati così, quasi per caso. Con ulteriori elaborazioni abbiamo poi ottenuto la stupenda versione del logo con l'indiano mimetico su scudo nero, che abbiamo adottato sulle patch di squadra, mentre la versione dorata la usiamo sui documenti ufficiali della Brigata e per tutto ciò che riguarda la burocrazia. Prima ancora che l'Atto Costitutivo fosse registrato ufficialmente già partecipavamo come ospiti di altri Club ma facevamo squadra a parte, sulle nostre spalle sinistre già faceva bella mostra di se il nostro logo. Per questo diciamo che la Brigata è nata da un sogno, in senso metaforico l'Associazione è effettivamente la realizzazione dei nostri desideri, ma da un altro punto di vista, cosa saremmo oggi se J&D quella notte avesse sognato qualcos'altro ?!
Scritto da Vixen ( Segretario di brigata 2008 )
Chi Siamo
Tutti abbiamo giocato con le pistole e i fucili, da piccoli, tutti abbiamo fatto finta di ammazzare ed essere ammazzati, ma non siamo diventati tutti degli assassini... Avremo ucciso milioni di esseri viventi sparando all'impazzata davanti al monitor di un PC, ma ora siamo persone che credono nella tolleranza, nel rispetto e nel perdono. La verità è che già da piccoli sapevamo che un gioco è solo un gioco, che la realtà è ben diversa dalla finzione, sapevamo già estrapolare da quello che vedevamo in TV solo ciò che era spassoso per noi e per i nostri amici. Ciò che èra effettivamente violento, pericoloso, offensivo, non entrava a far parte dei giochi, veniva preso solo il bello, il divertente… Crescendo poi il concetto è rimasto lo stesso, oppure la verità è che non siamo cresciuti mai.
Cambiavano le esigenze, aumentavano i mezzi a disposizione, ma ce la spassavamo sempre allo stesso modo. Tra un film di guerra al cinema e una battuta di pesca a mosca sui ruscelli, c'erano giochi di guerra per console e PC. Tutto ci avvicinava ad una meta che ancora non conoscevamo.
Il canotto mimetico militare che usavamo sul lago, non rappresentava altro che la voglia di giocare ai soldati. In effetti più che per praticare lo spinning (tanto non abbiamo mai preso un pesce), ci piaceva l'idea di sembrare così fichi… Credevamo di aver raggiunto l'apice giocando ossessivamente con gli amici on-line, con giochi di guerra a cui tutti potevamo partecipare simultaneamente collegandosi da casa. Qui i nemici erano altri giocatori provenienti da tutto il mondo. La nostra passione per lo spararci addosso è nata proprio così, su internet.
In principio credevamo che niente potesse essere più spassoso e appagante, ma qualcosa non
quadrava. Le limitazioni del mondo virtuale erano molte, troppe per noi che volevamo un realismo sempre maggiore. Ma stavamo per superare lo scalino verso il "vero" divertimento. Un bel giorno il più matto del gruppo ha trova il sistema di saltare nello schermo del PC, di entrare dal vivo nel gioco, nel film, direttamente nella TV, di essere realmente protagonisti. Sapevamo dell'esistenza del soft air, ma che noi, proprio noi, avessimo potuto praticarlo ci sembrava eccezionale. Quando il grande J&D organizzò la prima uscita, come ospiti di un club che operava già da anni nel soft air, se non stava attento si sarebbe portato dietro un centinaio di persone. Tutti volevano partecipare, sia i ragazzi che i genitori e anche i nonni, e pure i bisnonni. Per un po’ abbiamo continuato a farci ospitare, abbiamo comprato i primi fucili e ci siamo divertiti un mondo. Ma da ospite fai sempre quello che ti dicono gli altri, e le nostre esigenze erano diverse, volevamo fare a modo nostro, volevamo una squadra tutta nostra. Per questo, sempre il nostro JD, ci propose di fondare un'Associazione… Detto, tribolato e fatto. Il 24 giugno del 2008 l'Atto Costitutivo e lo Statuto della Brigata Sioux vengono registrati all'Agenzia delle Entrate e il nostro club nasce ufficialmente, con gli unici cinque Soci, i fondatori, ricoprenti anche le cinque cariche istituzionali.
Un sogno ci ha guidato verso il nostro simbolo, e il simbolo al nostro nome…
Ecco chi siamo, la Brigata Sioux, pronta ad accogliere chiunque voglia ancora sparare con le pistole e i fucili, come da bambini, facendo finta di ammazzare ed essere ammazzati, spassandosela senza essere assassini.
Scritto da Vixen ( Segretario di brigata 2008 )